domenica 23 ottobre 2016

The Stormy Six

Carissimi lettori,

oggi vi offriamo un'anteprima dell'articolo a cura di  Luca Selvini che appare 
sul n° 92 della nostra rivista  che potete richiedere collegandovi a www.jamboreemagazine.it

 Il panorama del “beat italiano” ha saputo dar voce a decine e decine di gruppi che sono giunti alla ribalta e che hanno lasciato meravigliose pagine di “storia musicale”, e oggi è venuto il momento di occuparci degli Stormy Six, importante band che ha attraversato diverse decadi, passando dal beat iniziale e successivamente alla psichedelia e al country-rock, per poi approdare alla “canzone di impegno politico” negli anni settanta.

Ovviamente data la particolarità della rivista e i temi in essa trattati ci soffermeremo di più, parlando della carriera del gruppo, sul periodo che ci interessa.
Il gruppo nasce nel 1965 tra il giro degli studenti liceali milanesi dell’Istituto Gonzaga ed è composto da Giovanni Fabbri all’organo, dal cantante Maurizio Masla, da Alberto e Giorgio Santagostino, rispettivamente al basso e alla batteria e dai chitarristi Maurizio Cesana e Mario Geronazzo, questa formazione a sei lascia intendere che i ragazzi vogliono seguire in qualche modo le orme dei ben più noti concittadini New Dada, soprattutto nello stile elegante con cui si presentano dal vivo (in questa prima fase alle feste studentesche e ai compleanni), mentre il repertorio che va proponendo è composto da personali rivisitazioni di classici del periodo tra i quali spiccano Woolly Bully di Sam The Sham & Pharaohs, Time Is on My Side dei Rolling Stones, House of the Rising Sun, nella versione degli Animals, e ancora Needles and Pins dei Searchers, I'll Go Crazy di James Brown, Go Now! dei Moody Blues e For Your Love degli Yardbirds.

Contemporaneamente è attivo un altro gruppo che ha lo stesso assetto degli Stormy Six, ovvero Gli Stregoni, formati dal chitarrista Franco Fabbri; con lui troviamo il bassista Alberto Bianchi, l’organista Franco Arena, il batterista Toto Zanuso più un chitarrista che suona la 12 corde acustica di nome Franco Lombroso e Peppo Mazzantini  in qualità di secondo “bassista” (suona in realtà una rarissima chitarra tenore), sono tutti giovanissimi, non ancora maggiorenni e provengono da un altro istituto liceale di Milano, suonano vari brani strumentali degli Shadows tra i quali Round and Round, Shindig, The Rise and Fall of Flingel Bunt, pezzi dei Beatles soprattutto tratti dagli album “A Hard Day's Night” e “Beatles for Sale”, e dei Byrds, alternati a personali arrangiamenti di autori italiani come Sergio Endrigo o classici “ballabili lenti a richiesta” come spesso accadeva all’epoca.

Sempre nel 1965 Gli Stregoni hanno l’opportunità di imbarcarsi come musicisti per una crociera nel Mediterraneo a bordo di una nave (la “Ivan Franko” una nave dell’Unione Sovietica per la precisione) e qui hanno modo, suonando ogni sera, di affinare la loro tecnica e personalizzare la propria immagine sfoggiando impeccabili pantaloni di panno blu e camicie azzurre con lo jabot; poco tempo dopo il loro ritorno però, all’incirca nell’autunno dello stesso anno il gruppo ha un momento di sbandamento e Toto Zanuso ne approfitta per andare a sostituire il dimissionario Giorgio Santagostino nei “rivali” Stormy Six; anche Arena e Mazzantini decidono di abbandonare la scena e a questo punto Gli Stregoni si riorganizzano come quartetto con Franco Fabbri, Alberto Bianchi, il nuovo batterista Sandro Doria (uno che aveva precedentemente suonato con Fabbri e Bruno Graceffa in un gruppo amatoriale al Liceo Beccaria), più un bravo chitarrista di nome Luca Piscicelli e con questa formazione lasciano da parte i pezzi strumentali, con Fabbri in qualità di cantante e aggiungono brani dei Beatles e dei Rolling Stones, dei primi Kinks (All Day and All of the Night, Tired of Waiting For You), e persino dei Rokes, riprendendo una forsennata attività “live” e suonando spesso sugli stessi palchi cittadini in cui si esibisce Zanuso con i suoi nuovi compagni.

Già nella primavera del 1966 però avvengono dei cambiamenti drastici in entrambi i gruppi e dopo che Maurizio Cesana ha deciso di andarsene, Franco Fabbri entra in pianta stabile negli Stormy Six; questo episodio produce come contraccolpo il brusco scioglimento degli Stregoni, Alberto Bianchi si ritira ben presto dal mondo musicale mentre Luca Piscicelli se ne va a suonare con i Cellarmen (altre volte sono citati come Cellarman), uno dei tanti complessi milanesi dello stesso giro di locali, in seguito a metà dello stesso anno anche Mario Geronazzo decide di lasciar perdere il gruppo per cui Giovanni Fabbri passa a suonare la chitarra lasciando il posto al piano e all’organo ad un bravo musicista di nome Fausto Martinetti; con questa formazione alla fine del ‘66 gli Stormy Six risultano vincitori del “Festival Studentesco” tenutosi al Palalido e iniziano ad esibirsi regolarmente al Piper, al Voom Voom e al Bang Bang, locali di punta milanesi, in più riescono ad ottenere un contratto con la Bluebell, la stessa casa discografica dei New Dada, che proprio in questo periodo stanno vivendo una grossa crisi che li porterà allo sfaldamento nel giro di poche settimane; entrano poi in sala d’incisione per registrare il loro primo 45 giri, che uscirà nel 1967 per la Mini Records, una sottoposta della Bluebell. Il singolo ospita sulla facciata A una versione italiana di “All Or Nothing” degli Small Faces, scritta da Mogol e Monti Arduini e intitolata Oggi piango, mentre il retro è una composizione originale di Franco Fabbri, Il mondo è pieno di gente, una ballata folk-beat con un bel suono di una chitarra a dodici corde e un testo che getta uno sguardo laconico sulla vita quotidiana.


Ma intanto all’interno del gruppo c’è stato un avvicendamento, Giovanni Fabbri se ne è andato e i ragazzi chiamano al suo posto il redivivo Luca Piscicelli che infatti viene ritratto nel manifesto promozionale del disco; con lui in formazione in aprile gli Stormy Six partecipano come “supporter” al tour dei Rolling Stones, portati in Italia dall’impresario Leo Wächter per una serie di date, in un pacchetto di gruppi spalla che comprende oltre a loro anche i Moschettieri, Ferry, Franco, René, Danny e Gaby, The Sleepings, i Messaggeri, gli esordienti New Trolls, la cantante Fiammetta accompagnata dai Gringos e un insolito Al Bano col gruppo Gli Strani; in questo periodo il gruppo dal vivo propone anche qualche rivisitazione di brani soul e R&B come Hold On I’m Coming dal repertorio di Sam & Dave o My Baby, che i ragazzi avevano ascoltato al Piper suonata dai Dave Anthony’s Moods, e per questo Franco Fabbri cerca di imparare a suonare il sassofono, strumento essenziale per quel genere di canzoni.
 

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