sabato 18 gennaio 2014

Storie di ragazzi di strada: I CORVI di Luca Selvini

Un anticipazione dell'articolo su "I Corvi"
 per il prossimo numero di Jamboree Magazine disponibile a Febbraio 2014 


La recentissima scomparsa di Angelo Ravasini, eroe del beat italiano – che si aggiunge tristemente alla lunga lista di musicisti che non sono più tra noi – ha reso doveroso un ritratto del complesso che ha lanciato la sua carriera e per il quale è ricordato con tanto affetto: I CORVI; e se c’è stato in Italia qualcuno che può fregiarsi del titolo di primo gruppo “garage”, questo spetta sicuramente a loro, che con quel suono cupo e distorto e l’immagine crepuscolare si impose con facilità al pubblico beat, soprattutto per merito di un paio di singoli fulminanti, tra l’altro azzeccatissime cover di due formazioni americane. 


Il gruppo nasce a Parma alla fine del 1964, formato da quattro intraprendenti musicisti e oltre a Ravasini, chitarrista e cantante ex componente dei Five Gentlemen e degli Snakes, comprende un secondo chitarrista, Fabrizio Levati, più il bassista Italo Ferrari detto Gimmi, appartenente ad una prestigiosa famiglia di burattinai e Claudio Benassi alla batteria. Iniziano subito ad esibirsi in vari locali dell'Emilia proponendo il loro repertorio formato da cover di Beatles e Rolling Stones, ma che ben presto si sposta su formazioni inglesi e americane poco conosciute e facendosi le ossa suonando al King di Parma, al Mercury di Felino e al Piper di Milano dove dividono il palco con i Rokes; poi al principio dell’anno successivo partecipano al 1° Torneo Nazionale Davoli a Rapallo, classificandosi al secondo posto e destando un certo interesse oltre che per le loro sonorità crude anche per il loro aspetto particolare con delle mantelline nere. Non passano inosservati e infatti vengono notati da Alfredo Rossi, direttore artistico dell'etichetta Ariston, che li mette subito sotto contratto e poco dopo esce sul mercato il loro primo singolo Un ragazzo di strada/Datemi una lacrima per piangere. La facciata principale è una riuscitissima cover di I Ain't No Miracle Worker, brano composto da Nancie Mantz e Annette Tucker, una coppia di autrici molto quotate e interpretato dai Brogues, uno sconosciuto gruppo californiano in cui militano Gary Duncan e Greg Elmore, futuri membri dei celeberrimi Quicksilver Messenger Service; il testo in italiano scritto da Nisa (Nicola Salerno) rende efficacemente lo spirito della versione originale senza timore di confronti e oltretutto il violento assolo di Ravasini nella parte centrale è addirittura superiore a quello inciso nel disco americano; il lato B invece è occupato da un bel pezzo composto dai fratelli Salerno e caratterizzato da un’introduzione di chitarra eccezionalmente distorta col fuzz-box, una vera novità per quei tempi.  
 “Un ragazzo di strada” viene presentata al Cantagiro 1966, diventando istantaneamente il marchio di fabbrica di questa formazione e in assoluto la canzone che più resterà impressa nella memoria collettiva; alla manifestazione I Corvi si esibiscono con un vero pennuto addomesticato appollaiato sul manico del basso che i ragazzi hanno battezzato col nome di Alfredo e alla fine, pur essendo degli esordienti, si classificano all'ottavo posto, un buon risultato corroborato poi dalle ottime vendite del disco. 


Nello stesso anno viene pubblicato un altro 45 giri, Bang bang, cover italiana del celebre successo di Sonny & Cher interpretata anche dall’Equipe 84, ma il trattamento che il gruppo fa di questo pezzo, notevolmente indurito, colloca il brano in una dimensione per certi versi anticipatrice di un certo suono “hard”; mentre sul retro appare Che notte ragazzi, una canzone un po’ goliardica e con un cantato che ricorda alcune cose del grande Fred Buscaglione, inserita nella colonna sonora del film omonimo diretto da Giorgio Capitani con Philippe Leroy, Marisa Mell ed Alberto Lionello; poi in autunno viene dato alle stampe il primo LP intitolato, come era prevedibile “Un ragazzo di strada”, vinile oggi assai quotato vista la sua difficile reperibilità, che oltre ai pezzi già usciti su singolo contiene anche due cover di Donovan, I colori (Colours) e Volevo finirla (To Try For The Sun), una di James Brown, Resterai, (I Don’t Mind) e alcune composizioni originali che usciranno poi a 45 giri, scritte da autori italiani tra i quali i “soliti” Nisa, i fratelli Salerno e Franco Califano ........
la storia continua sul n.84 febbraio-maggio 2014 in uscita




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