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oggi vi offriamo un'anteprima dell'articolo che appare sul n° 87 della nostra rivista che potete richiedere collegandovi a www.jamboreemagazine.it
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Gli Exciters sono ricordati come il primo dei “girl-groups”, prima ancora di Ronettes e Shangri-Las, a cavallo di quella fase che vede il doowop incrociarsi con il pop e con il nascente soul; non furono proprio un gruppo di ragazze, in quanto insieme a Brenda Reid (voce principale), Lilian Walker e Carol Johnson, prestava servizio come basso Herb Rooney, il cui ruolo, data la particolare formazione, non è evidente come in altre formazioni.
Si formano a Queens, New York, alla fine degli anni cinquanta e all’inizio sono effettivamente un quartetto tutto
al femminile con, oltre alle citate, Sylvia Wilbour, loro compagna di scuola; hanno un’età
compresa tra i quindici e i diciassette anni e decidono di chiamarsi
Masterettes, con il curriculum che vanta un singolo per la Lesage (numero 711),
la buona Follow The Leader del 1961.

Rooney trova le armonie delle “colleghe” Masterettes
estremamente interessanti, tanto da volersi unire alla formazione (pare dietro
spinta di Leiber e Stoller), che a questo punto è un quintetto.
Poco dopo la Wilbour lascia, sostituita per un brevissimo
periodo da Penny Carter, dopodichè gli Exciters, così ribattezzati niente meno
che da Jerry Leiber e Mike Stoller, sono definitivamente un quartetto (da
segnalare che Rooney e la Reid qualche anno dopo convoleranno a nozze).

(Billboard)
Nel gennaio dell’anno successivo è già al n°4 delle
classifiche pop, raggiungendo il quinto posto in quelle r&b e facendo
capolino nelle più svariate charts europee, con un discreto quarantaseiesimo
posto in quelle inglesi e con un lusinghiero decimo nelle svedesi.
Il pezzo è stato interpretato da numerosi altri artisti, tra
cui Sonny And Cher e Laura Branigan. Dean Parrish (1966) e Kenny Loggins (1989)
la eseguono come Tell Her, il francese Claude François (1963) come Dis-Lui e
Gianni Meccia utilizza l’incipit orchestrale per Il Pupazzo.

..continua sul n°87 di Jamboree Magazine.

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