Carissimi lettori,
oggi vi offriamo un'anteprima dell'articolo a cura di Silvia Ragni che appare sul n° 86 della nostra rivista che potete richiedere collegandovi a www.jamboreemagazine.it
Rubrica 'Vintage & Style' di Silvia Ragni
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Rubrica 'Vintage & Style' di Silvia Ragni
83 voci per riassumere lo stile anni
‘40 e ‘50


La celeberrima Burlesque performer statunitense incarna il ruolo di icona attualmente più imitata dello stile 50s. Bionda naturale, ha tinto i suoi capelli di nero e li ha acconciati ad onde creando un hairstyle da diva rétro che evidenzia al massimo il suo incarnato diafano color bianco latte. Le labbra rosso fuoco, l’utilizzo della più tipica e preziosa lingerie “old style”, abitini d’epoca che sono la quintessenza della seduzione, uniti ad una allure provocante ma assolutamente di classe. ne fanno la regina di un glamour d’antan diffuso ormai come una perla rara.

L’immancabile sorriso sulle labbra, il look rassicurante da
“girl next door” volitiva, ma beneducata ed altruista, la associano
ulteriormente ad una tipologia femminile prettamente anni ’50.

EYE-LINER - Uno strumento di importanza fondamentale per il make up: preferibilmente in versione liquida, dotato di pennellino, si usa per delineare ed allungare l’occhio verso la tempia. Va steso ad arte dopo l’ombretto (possibilmente color panna o avorio, molto chiaro), disegnando una riga sottile sulla palpebra superiore che parte dal centro dell’occhio fino ad arrivare alla sua estremità, creando una sorta di ‘virgola’.


FOULARD - Maison prestigiose come Hermés, Gucci, Ferragamo, Saint Laurent, Dior e Givenchy ne creano ricercatissimi esemplari in seta, e le star lo includono immediatamente tra i più sofisticati complementi di stile. Tutte lo vogliono: Grace Kelly, Sophia Loren, Audrey Hepburn, Jackie Kennedy sono solo alcune delle sue fan. Negli anni ’50 il foulard si porta principalmente come copricapo, con il quadrato di stoffa piegato a triangolo ed annodato sotto il mento. Doris Day osa una versione diversa e lo lega al collo, le due estremità che scendono sul decolletè come una sciarpa.
FRANGIA - Negli anni ‘40 e ’50 conosce una sola,
inconfondibile versione: è corta, piena, bombata e lascia abbondantemente
scoperte le sopracciglia. Ha una linea arrotondata leggermente più lunga nella
parte centrale della fronte. Mitica quella di Bettie Page, che adotta su
suggerimento del fotografo Jerry Tibbs senza immaginare che sarebbe diventato
il suo “segno particolare” più universalmente celebrato.
FRENCH TWIST - A fine anni ’50 si afferma come variante
dello chignon, che da quel momento in poi si declinerà in molteplici e
differenti versioni (non ultima, la cotonatissima choucrute di BB). Dalla
tipica forma “a conchiglia”, il french twist richiede un sapiente supporto di
forcine e lacca per fissare al meglio l’acconciatura.
FULL SKIRT - Detta anche “gonna a corolla” o “gonna a ruota”
si impone con il New Look di Christian Dior, che nel 1947 presenta una
collezione destinata a rivoluzionare la silhouette femminile. Gli abiti,
modellati sul corpo, hanno il compito di stilizzarne le forme: Dior sottolinea
la vita e il volume dei fianchi, mette in evidenza il seno, e per strutturare i
capi in modo ottimale li fodera di percalle e taffetà. La full skirt ha forma
“a corolla” e vita strettissima, ed è inclusa anche nei celebri tailleur bar
dalle linee arrotondate con maniche tre quarti.
GILDA - Il celebre film che Charles Vidor gira nel 1946
diviene una pietra miliare dell’epoca. La sua protagonista, Gilda -
interpretata da una Rita Hayworth per la prima volta in un ruolo di dark lady -
entra nel mito lanciando uno stile indimenticato: la fluente capigliatura rosso
fuoco pettinata ad onde e con riga laterale diviene l’acconciatura “simbolo”
della femme fatale, e l’iconico abito in raso nero con scollatura dritta
(creato dal costumista della Columbia Pictures Jean Louis) abbinato a lunghi
guanti che raggiungono le spalle farà storia. La figura di Gilda rimane
talmente radicata nell’immaginario collettivo da venir raffigurata sulla prima
bomba nucleare testata dopo la Prima Guerra Mondiale nell’atollo di Bikini. Ed
è sempre Gilda a ispirare, nel 1988, il cartoon di Jessica Rabbit nel film
Disney “Chi ha incastrato Roger Rabbit?”. Il soprannome “L’atomica”, intanto,
racchiude in modo incredibilmente evocativo tutto l’esprit del personaggio che
a Rita Hayworth rimarrà indelebilmente associato.

GRACE KELLY - Hitchcock la definìva “ghiaccio bollente”
alludendo alla sua allure composta da ragazza “bene” che cela, nella sua
essenza più profonda, una insospettabile passionalità. La futura Principessa di
Monaco, nel suo ruolo di star di Hollywood incarna un mix unico di stile e
personalità: mai sopra le righe, sfoggia un look bon ton che include gonne a
corolla, colletti rotondi, abiti simili a prom dress e pantaloni Capri
abbinandoli a décolleté, immancabili guanti bianchi, foulard o ad eleganti
cappelli di paglia a falda larga. Il tutto, frequentemente impreziosito da un
sofisticato girocollo di perle.

Anche la sua chioma bionda, di lunghezza media e movimentata
da onde, fa tendenza. Grace Kelly incarna il tipo della bionda “algida” ma
desiderabile, seducente proprio in virtù della raffinatezza e delle “buone
maniere” tipicamente upper class: è la moglie ideale, che garantisce di non far
sfigurare neppure negli ambienti più esclusivi. Diventata Principessa di
Monaco, la sua immagine iconica avrà un impatto tale da indurre la Maison
Hermès a dedicarle un modello di borsa che, nel 1977, verrà ufficialmente
ribattezzata Kelly bag.
..continua sul n°86 di Jamboree Magazine.
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